Dominio ed email: le cose da sapere prima di firmare
Il dominio è l'unica cosa del sito che non puoi rifare da capo. Vale la pena dedicargli dieci minuti prima di firmare qualsiasi contratto.
La regola numero uno: il dominio è intestato a te
Il dominio è l'indirizzo del tuo sito: tuolocale.it. È l'unica parte che non puoi rifare da zero senza perdere qualcosa — i clienti che l'hanno salvato, i volantini stampati, la posizione guadagnata su Google.
Succede spesso che l'agenzia lo registri a nome proprio «per comodità». Poi, quando cambi fornitore, o te lo fanno ricomprare o ti tocca partire da un indirizzo nuovo. Prima di firmare qualsiasi cosa, chiedi: «il dominio a chi risulta intestato?» La risposta giusta è: a te o alla tua partita IVA.
Si controlla in trenta secondi: cerca «whois» seguito dal tuo dominio. Fra i dati compare il titolare (per i .it è il campo Registrant). Se c'è il nome di un'altra azienda, hai un problema da sistemare.
Il sito si può rifare. Il dominio no.
Come si sceglie un dominio
Corto e dettabile al telefono
La prova del nove: riesci a dirlo al telefono senza fare lo spelling? pizzeriadanino.it passa. la-pizzeria-di-nino-cesano.it no.
Meglio il nome dell'attività, non le parole chiave
Domini tipo miglior-pizzeria-milano.it non danno più nessun vantaggio su Google da più di dieci anni, e suonano da spam. Il nome del locale, invece, se lo ricordano.
.it o .com?
Se lavori in Italia con clienti italiani, .it. Costa 10-20 euro all'anno, dà un segnale chiaro di dove sei, e in Italia ispira più fiducia di un .com sconosciuto. Il .com prendilo solo se lavori anche all'estero. Evita le estensioni strane (.biz, .info, .online): sembrano di seconda mano.
Niente trattini e niente numeri, se puoi
Al telefono il trattino va spiegato ogni volta. Se il nome è occupato, prima di aggiungere un trattino prova ad aggiungere una parola vera: pizzeriadaninocesano.it.
Controlla che non sia un marchio di altri
Prima di comprare, cerca il nome su Google e sul registro marchi. Se esiste già un'attività famosa con quel nome, meglio saperlo subito.
Quanto deve costare
| Voce | Prezzo giusto | Campanello d'allarme |
|---|---|---|
| Dominio .it | 10-20 € all'anno | oltre 50 €, o «incluso» senza dire a chi è intestato |
| Dominio .com | 12-25 € all'anno | rinnovi che raddoppiano dopo il primo anno |
| Hosting sito statico | 0-60 € all'anno | canoni mensili per un sito di cinque pagine |
| Certificato HTTPS | gratis | chiunque te lo faccia pagare |
| Casella email professionale | 0-6 € al mese | «email illimitate» che poi finiscono in spam |
L'email con il tuo nome
pizzerianino@gmail.com funziona, ma dice al cliente che non hai un sito. ciao@pizzeriadanino.it costa pochi euro al mese e cambia l'impressione, soprattutto quando mandi preventivi o rispondi a un'azienda.
Le tre strade
- Inoltro gratuito. Molti provider permettono di far rimbalzare ciao@tuodominio.it sulla tua gmail. Ricevi con il tuo indirizzo, ma quando rispondi esce la gmail. Gratis, buono per iniziare.
- Casella vera in abbonamento. Google Workspace o Microsoft 365 costano circa 6 euro al mese a casella. Ricevi e rispondi con il tuo indirizzo, con l'app che già conosci.
- Casella del provider hosting. Spesso inclusa. Funziona, ma l'interfaccia è vecchia e la consegna a volte è meno affidabile.
La cosa tecnica che salva le tue email dallo spam
Se mandi email dal tuo dominio, servono tre record impostati nel DNS: SPF, DKIM e DMARC. Senza, molte delle tue email finiscono nella posta indesiderata e tu non lo sai. Sono tre righe da aggiungere una volta sola: chi ti fa il sito deve farle lui, e deve saperti dire che le ha fatte.
Cosa tenere da parte, come un documento
Queste tre cose vanno conservate dove le ritrovi fra due anni:
- Le credenziali del registrar (dove è comprato il dominio).
- Le credenziali dell'hosting.
- Il codice di trasferimento del dominio (per i .it si chiama authinfo).
Con questi tre elementi puoi portare il sito dove vuoi, anche se chi te l'ha fatto sparisce o smette di rispondere. Senza, sei nelle mani di qualcun altro.
Come lo gestiamo noi
Il dominio lo registriamo a tuo nome, con la tua email e la tua carta se preferisci, e ti mandiamo le credenziali il giorno stesso. L'hosting è a tuo nome. I record SPF, DKIM e DMARC li configuriamo noi e ti diciamo che sono a posto. Se un domani vuoi andare altrove, prendi tutto e vai: è scritto anche nella pagina servizi, ed è una delle quattro regole che trovi in chi siamo.
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Niente presentazioni da venti slide: guardiamo cosa hai adesso, ti diciamo cosa faremmo e quanto costa. Se non ti convince, ti resta comunque una lista di cose da sistemare.