Farsi trovare su Google con un'attività locale
Per un'attività locale la partita si gioca su due tavoli: la scheda Google e il sito. Ecco cosa fare, in che ordine, e cosa invece è tempo perso.
Prima cosa da capire: ci sono due Google
Quando cerchi «pizzeria Bergamo» il telefono ti mostra due blocchi diversi. In alto c'è la mappa con tre attività (il cosiddetto local pack): lì si entra con la scheda Google Business, non con il sito. Sotto ci sono i risultati blu: lì si entra con il sito.
Per un'attività locale il primo blocco vale molto più del secondo — è quello che la gente tocca. Per questo il lavoro comincia dalla scheda, non dal sito.
1. Rivendica e sistema la scheda Google Business
È gratis e si fa in mezz'ora. Le cose che contano, in ordine:
- Categoria principale giusta. «Pizzeria» e «Ristorante» portano risultati diversi. Scegli quella che descrive cosa fai la maggior parte del tempo, e aggiungi le secondarie.
- Nome esatto dell'attività. Senza infilarci parole chiave: «Pizzeria da Mario» sì, «Pizzeria da Mario — la migliore pizza di Bergamo» no, viene penalizzato.
- Orari veri, festivi compresi. Risultare aperti quando sei chiuso è il modo più veloce per prendere una recensione da una stella.
- Foto, tante e vere. Locale, piatti, esterno, insegna. Le schede con foto recenti ricevono molti più contatti.
- Il link al sito. Alla home, non a una pagina a caso.
2. Chiedi recensioni, e rispondi a tutte
Le recensioni sono il secondo fattore che pesa di più nelle ricerche locali, e l'unico su cui puoi lavorare ogni giorno. Due regole pratiche: chiedile di persona, nel momento in cui il cliente è contento (il conto, non il giorno dopo per email), e rispondi sempre, anche a quelle negative — soprattutto a quelle. Chi legge guarda come rispondi, non solo cosa ti hanno scritto.
Non comprare recensioni. Google le riconosce, e quando le toglie porta via anche la credibilità che ti eri costruito.
3. Metti il sito in ordine sulle basi
Quattro cose, in ordine di importanza:
- Velocità. Un sito che ci mette quattro secondi ad aprirsi perde metà delle persone prima di mostrarsi. Provalo su PageSpeed Insights, da telefono, con la rete mobile.
- Titoli chiari. Ogni pagina deve avere un titolo che contenga cosa fai e dove: «Pizzeria a Bergamo — forno a legna | Da Mario».
- NAP coerente. Nome, indirizzo e telefono devono essere scritti identici ovunque: sito, scheda Google, Facebook, TripAdvisor. Anche «Via» contro «V.» fa differenza.
- Dati strutturati. Il codice che dice a Google «questo è un ristorante, questi gli orari, questo il menù». Non si vede, ma è quello che porta le informazioni nei risultati.
4. Scrivi una pagina per ogni cosa che fai
È l'errore più comune: un'unica pagina «Servizi» con dentro tutto. Google mostra pagine, non attività: se hai una pagina sola, può proporti per una ricerca sola.
Un'officina che fa tagliandi, gomme, revisioni e clima dovrebbe avere quattro pagine. Un salone che fa colore, extension e trattamenti, tre. Ogni pagina scritta per rispondere a una domanda precisa, con parole tue — non con la stessa pagina copiata e cambiata di nome, che Google riconosce e ignora.
Meglio cinque pagine scritte bene che venti pagine identiche con il nome del paese cambiato.
5. Cita la zona come la citano i clienti
Non «zona nord-est della provincia»: i nomi dei paesi, uno per uno, dove ha senso metterli — nella pagina contatti, in quella dei servizi, nelle descrizioni. Se copri dieci comuni, dillo. È l'informazione che Google usa per capire dove proporti, e che il cliente usa per capire se vieni fin lì.
6. Fatti nominare da altri siti della zona
Le citazioni locali contano ancora: la pro loco, il consorzio, il giornale locale, l'associazione di categoria, la guida del comune. Non servono link comprati (fanno danni): serve esistere nei posti dove la tua zona parla di sé.
7. Tieni la scheda viva
Aggiungi una foto ogni tanto, pubblica gli eventi, aggiorna gli orari nei periodi strani (agosto, feste, chiusure). Una scheda ferma da due anni sembra un'attività ferma da due anni.
8. Guarda i numeri giusti
Non l'ossessione della posizione. Guarda, dentro Google Business, tre cose: quante persone hanno chiamato, quante hanno chiesto le indicazioni stradali, quante hanno aperto il sito. Sono i tre numeri che diventano gente dentro il locale.
Cosa invece è tempo perso
- Riempire il sito di parole chiave. Non funziona dal 2012.
- Pagare per essere «primo su Google» con una garanzia. Non si può garantire.
- Aprire un blog che poi non aggiorni. Due articoli abbandonati valgono zero.
- Rincorrere ogni social. Meglio uno curato che quattro morti.
In che ordine farlo, se hai poco tempo
Scheda Google (mezza giornata) → recensioni (ogni giorno, per sempre) → velocità e titoli del sito (una giornata) → pagine per i servizi (una a settimana). In tre mesi, per le ricerche della tua zona, si vede la differenza.
Se preferisci che lo faccia qualcuno al posto tuo, questa parte è compresa in tutti i nostri pacchetti: la scheda Google la sistemiamo noi insieme al sito.
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Niente presentazioni da venti slide: guardiamo cosa hai adesso, ti diciamo cosa faremmo e quanto costa. Se non ti convince, ti resta comunque una lista di cose da sistemare.