Foto col telefono che fanno bella figura
Non serve una reflex: serve sapere dove mettersi e a che ora. Queste sono le regole che diamo ai clienti prima di consegnare un sito.
La regola che vale più di tutte: la luce della finestra
Il novanta per cento delle foto brutte di piatti e vetrine ha lo stesso problema: la luce del soffitto. È gialla, viene dall'alto, schiaccia tutto e fa venire ombre dure sotto il piatto.
La soluzione è gratis: sposta il piatto vicino a una finestra e spegni la luce sopra. Se il locale è buio, fai le foto la mattina prima di aprire. Dieci minuti di luce naturale valgono più di qualsiasi filtro.
Se la foto è gialla, non è il telefono: è il neon.
Le otto regole pratiche
1. Mettiti dalla parte della finestra, non davanti
La luce deve arrivare di lato o leggermente da dietro il piatto. Se la finestra è alle tue spalle, la tua ombra finisce nella foto.
2. Due angoli, sempre gli stessi
Dall'alto perfettamente a piombo (funziona con pizze, taglieri, piatti piani) oppure a quarantacinque gradi (funziona con panini, bicchieri, cose alte). Gli angoli intermedi sono quelli che vengono male.
3. Pulisci il bordo del piatto
Una goccia di salsa sul bordo si vede tantissimo in foto. Un tovagliolo e due secondi.
4. Togli tutto quello che non serve
Il cellulare del collega, le chiavi, il bicchiere mezzo vuoto, il tovagliolo appallottolato. Nel telefono sembra niente, sullo schermo grande si vede solo quello.
5. Non usare lo zoom
Lo zoom digitale sgrana. Avvicinati tu, poi semmai ritagli dopo.
6. Blocca la messa a fuoco
Tocca il punto del piatto che vuoi nitido e tieni premuto finché non compare il blocco. Poi, sempre col dito sullo schermo, scorri su o giù per schiarire o scurire: quel cursore è il controllo più utile del telefono e quasi nessuno lo usa.
7. Scatta in orizzontale E in verticale
La verticale serve per i social, l'orizzontale per il sito. Due scatti, stesso momento: dopo non si torna indietro.
8. Fai dieci foto, non una
Costa zero. Sposta il piatto di due centimetri, cambia angolo, rifai. Poi scegli con calma.
I due errori che rovinano tutto
- Il flash. Mai. Appiattisce, fa lo specchio sui piatti lucidi e ingiallisce il cibo. Se non c'è luce, non è il momento di fare foto.
- I filtri forti. Il piatto deve sembrare quello che arriverà al tavolo. Se in foto è fluorescente e dal vivo è normale, il cliente si sente preso in giro — e lo scrive nelle recensioni.
Cosa fotografare, oltre ai piatti
Le foto che convincono di più spesso non sono quelle del cibo:
- La sala vuota, pulita, con la luce giusta. È quella che fa capire che aria si respira.
- L'esterno con l'insegna. Serve a far riconoscere il posto a chi arriva in auto.
- Le mani che lavorano. Impasto, taglio, spillatura: raccontano il mestiere meglio di qualsiasi frase.
- Le persone del locale. Con il loro consenso: la gente sceglie le persone.
Prima di mandarle a chi fa il sito
Mandale originali, non passate da WhatsApp: WhatsApp le comprime e le rovina in modo irreversibile. Usa un link di Google Foto, Drive, WeTransfer o l'email con «dimensione originale». Al resto — ritaglio, peso, formato — pensiamo noi: una foto da 4 MB diventa un file da 80 KB senza che si veda la differenza.
Quando invece serve un fotografo vero
Se il locale punta su una fascia alta, se hai un menù degustazione, se apri e devi partire bene: mezza giornata di shooting costa fra 300 e 600 euro e si vede. In quel caso, le foto col telefono le tieni per i social del giorno per giorno e usi quelle professionali per le pagine principali. Non prendiamo provvigioni dai fotografi: se ne consigliamo uno è perché lavora bene nella tua zona.
Se vuoi vedere l'effetto di foto ben tagliate su una pagina vera, guarda la demo del ristorante o il caso The Old Stable: sono foto normali, fatte bene, montate meglio.
Raccontaci la tua attività.
Il preventivo arriva entro 24 ore.
Niente presentazioni da venti slide: guardiamo cosa hai adesso, ti diciamo cosa faremmo e quanto costa. Se non ti convince, ti resta comunque una lista di cose da sistemare.