Guida · menù digitale

Il menù col QR code, fatto bene

Il QR sul tavolo è utile solo se dall'altra parte c'è una pagina vera. Se apre un PDF, sta facendo più danni che altro — e qui c'è il perché, con la soluzione.

Il problema non è il QR. È cosa c'è dietro

Dal 2020 in poi il QR code sul tavolo è diventato normale, e quasi sempre apre la stessa cosa: un PDF. È la scelta più veloce da fare e la peggiore da usare. Ecco cosa succede al cliente:

  • Il PDF si scarica: su rete lenta sono dieci, quindici secondi in cui non vede niente.
  • Si apre a pagina intera, con le scritte grandi come formiche: deve allargare con due dita e spostarsi a destra e sinistra per leggere una riga.
  • Non si può cercare un piatto, non si può toccare niente.
  • Google non lo legge: quel menù, per le ricerche, non esiste.

Risultato: chi è al tavolo chiama comunque il cameriere, e chi sta decidendo da casa chiude e guarda il locale di fianco.

Un menù digitale fatto bene non è un PDF su internet. È una pagina, con le voci una sotto l'altra, che si legge col pollice.

Cosa deve fare un menù digitale serio

1. Aprirsi in meno di due secondi

È la cosa che conta più di tutte. Chi è seduto ha fame e poca pazienza; chi è fuori ha ancora meno. Una pagina leggera con le immagini caricate solo quando servono sta sotto il secondo anche con una tacca di segnale.

2. Essere leggibile senza allargare

Testo di dimensione normale, una colonna, categorie che si toccano. Se per leggere devi zoomare, il menù è sbagliato.

3. Dire cosa c'è dentro

Ingredienti e allergeni sotto ogni piatto. Non è solo cortesia: il Regolamento UE 1169/2011 impone che le informazioni sugli allergeni siano disponibili al cliente. Averle scritte ti toglie responsabilità e domande.

4. Essere aggiornabile in trenta secondi

I prezzi cambiano, i piatti finiscono, il pesce dipende dal mercato. Se per cambiare una cifra devi chiamare qualcuno, dopo due mesi il menù online è vecchio — e un menù vecchio è peggio di nessun menù.

5. Vivere sul tuo sito, non su una piattaforma

Molti servizi ti danno un menù digitale in affitto: paghi ogni mese, e il menù sta su un indirizzo tipo menu.servizio.com/tuo-locale. Non è tuo, non porta niente al tuo sito e se smetti di pagare sparisce. Il menù deve stare sul tuo dominio: è contenuto che lavora per te anche su Google.

Il QR stampato: quattro errori da evitare

  1. Troppo piccolo. Sotto i 2,5 cm di lato molti telefoni faticano. Su un tavolo, 3 cm è la misura giusta.
  2. Senza una scritta. «Inquadra per il menù» sotto al codice raddoppia la percentuale di chi lo usa.
  3. Plastificato lucido. Sotto la lampada riflette e la fotocamera non lo legge. Meglio opaco.
  4. Con un indirizzo accorciato che scade. Usa un indirizzo tuo, tipo tuolocale.it/menu: dura per sempre e si può anche scrivere a mano.

Sì, serve anche il menù di carta

Il QR non sostituisce la carta, la affianca. C'è chi ha il telefono scarico, chi non ci vede bene, chi semplicemente non ha voglia. Dal 2022 in poi molti locali sono tornati a tenere entrambi, ed è la scelta giusta: il QR serve soprattutto a chi non è ancora seduto — quelli che stanno decidendo dove andare.

Il vero guadagno è fuori dal locale

Il menù online fatto bene lavora in tre posti:

  • Sul tavolo, come alternativa alla carta.
  • Su Google, dove chi cerca «pizzeria + il tuo paese» legge i piatti e i prezzi prima di scegliere.
  • Su WhatsApp, quando qualcuno manda il link nel gruppo: «guardate qui».

Il terzo è quello che i ristoratori sottovalutano di più, ed è quello che porta i tavoli del sabato.

Come lo facciamo noi

Il menù è una parte del sito, non un allegato: categorie, piatti, prezzi, allergeni e foto, aggiornabili dal telefono. Lo stesso contenuto finisce nel QR da mettere sui tavoli, quindi si aggiorna una volta sola. Nel caso di The Old Stable ogni panino si apre strato per strato: è l'esempio più chiaro di cosa può fare un menù che non è un PDF.

Se vuoi vedere come si comporta dal vivo, apri la demo del ristorante o quella della pizzeria d'asporto, dove il menù diventa anche un ordine.

Parliamone

Raccontaci la tua attività.
Il preventivo arriva entro 24 ore.

Niente presentazioni da venti slide: guardiamo cosa hai adesso, ti diciamo cosa faremmo e quanto costa. Se non ti convince, ti resta comunque una lista di cose da sistemare.