Cookie e privacy: cosa serve al sito di un'attività
Non tutti i siti devono avere il banner dei cookie, ma tutti quelli che raccolgono dati devono spiegare cosa ne fanno. Ecco come capire in quale caso sei.
Di Cristian Lazzarini e Ismail Xhakerri · aggiornata il 5 ottobre 2026
Questa guida spiega le regole in parole semplici, ma non è una consulenza legale. Per casi particolari, come un negozio online o dati sanitari, chiedi a un consulente privacy.
La prima domanda: il sito usa solo cookie tecnici?
I cookie tecnici servono a far funzionare il sito: ricordare una scelta, tenere aperta una sessione, mandare un modulo. Per questi non serve chiedere il consenso, basta spiegarli nell'informativa. Il banner con «accetta» e «rifiuta» serve quando il sito usa strumenti che tracciano le persone per altri scopi: pubblicità, profilazione, statistiche di terze parti non anonimizzate, pixel dei social.
| Cosa c'è sul sito | Serve il banner? |
|---|---|
| Solo pagine e un modulo contatti, nessun tracciamento | No, basta l'informativa privacy |
| Statistiche solo aggregate, con indirizzo IP ridotto e fornitore che non incrocia i dati | Di solito no, se rispetti tutte le condizioni |
| Google Analytics nella versione standard, pixel di Facebook o Meta, pubblicità | Sì, e prima del consenso questi strumenti non devono partire |
| Mappe, video e caratteri caricati da servizi esterni | Dipende da cosa raccolgono: spesso conviene caricarli solo dopo un clic |
Cosa dice il Garante
Le regole di riferimento sono le linee guida del Garante privacy del 10 giugno 2021 su cookie e strumenti di tracciamento. I punti che riguardano quasi tutti i siti:
- Scorrere la pagina non è consenso. Serve un'azione chiara, come un clic.
- La X che chiude il banner vale come rifiuto: chi la preme deve poter navigare senza essere tracciato.
- La scelta va ricordata e non richiesta di nuovo prima che siano passati almeno 6 mesi, salvo cambi importanti.
- Il «cookie wall» non è ammesso, cioè bloccare il sito a chi non accetta, a meno di offrire comunque un'alternativa equivalente.
- Le statistiche possono essere trattate come tecniche solo se servono davvero a contare le visite in forma aggregata, con le cautele richieste.
Il testo completo è sul sito del Garante: linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento.
Se hai un modulo contatti
Appena raccogli nome, email o telefono, serve un'informativa privacy: chi è il titolare, quali dati raccogli, perché, per quanto tempo li tieni, a chi li dai e come si esercitano i diritti. Mettila collegata vicino al pulsante di invio. E poi tre regole pratiche:
- Niente caselle già spuntate.
- La newsletter ha bisogno di un consenso separato: chi ti chiede un preventivo non si è iscritto a niente.
- Il modulo deve viaggiare in HTTPS, cioè col lucchetto.
Le cose che i siti dimenticano più spesso
- La mappa di Google incorporata e i video di YouTube, che si caricano da server esterni. Una versione «clicca per caricare» risolve.
- Plugin installati anni fa che aggiungono tracciamenti di cui nessuno si ricorda.
- Il banner che non blocca niente: c'è, ma i tracciamenti partono lo stesso prima del clic.
- L'informativa copiata da un altro sito, con i dati di un'altra azienda.
Come facciamo noi
Sul nostro sito non usiamo cookie di tracciamento: le visite le contiamo senza cookie, con un'impronta anonima che cambia ogni notte. È tutto spiegato nella nostra pagina privacy. Nei siti che facciamo per i clienti partiamo dallo stesso principio: niente tracciamenti che non servono, e quando servono, banner fatto come chiede il Garante.
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