Rifare il sito senza perdere le posizioni su Google
Un sito vecchio a volte ha una cosa preziosa: qualche anno di storia su Google. Rifarlo è giusto, ma va fatto senza buttare via quella storia.
Di Cristian Lazzarini e Ismail Xhakerri · aggiornata il 5 ottobre 2026
Prima di toccare qualcosa: l'inventario
Il sito vecchio ha pagine che Google conosce, alcune delle quali portano visite. Prima di rifarlo, fai l'elenco:
- Tutte le pagine, prese dalla sitemap o da un programma che le scorre.
- Quelle che portano visite: in Search Console, alla voce Prestazioni, vedi pagine e ricerche degli ultimi mesi.
- I link da altri siti, che puntano a pagine precise.
- Dove compare l'indirizzo del sito: scheda Google, social, biglietti da visita, portali.
Tieni gli indirizzi, o reindirizzali
La regola più importante: ogni pagina vecchia che conta deve continuare a funzionare. Se l'indirizzo resta uguale, perfetto. Se cambia, serve un reindirizzamento permanente, il «301», dalla pagina vecchia a quella nuova che parla della stessa cosa.
| Pagina vecchia | Pagina nuova |
|---|---|
| /menu.html | /menu/ |
| /chi-siamo.php | /chi-siamo/ |
| /prodotti/torte-nuziali.html | /torte-su-ordinazione/ |
L'errore classico è mandare tutte le pagine vecchie alla home: per Google è come se quelle pagine fossero sparite, e la storia che avevano va persa.
Se cambi anche il dominio
Si può fare, ma è il passaggio più delicato. Servono i 301 da ogni pagina del dominio vecchio a quella corrispondente del nuovo, lo strumento «Cambio di indirizzo» di Search Console, e il dominio vecchio va tenuto attivo con i reindirizzamenti il più a lungo possibile: Google consiglia almeno un anno. Se il dominio vecchio non era intestato a te, recuperalo prima di iniziare: lo spieghiamo nella guida su dominio ed email.
Il giorno del cambio: la lista dei controlli
- Niente «noindex» rimasto dalla versione di prova. È l'errore più comune: il sito nuovo va online, ma dice a Google di non mostrarlo.
- Il file robots.txt non blocca le pagine.
- La sitemap nuova inviata in Search Console.
- Tutti i 301 provati, uno per uno, dal telefono.
- HTTPS attivo, e la versione con e senza «www» che porta allo stesso indirizzo.
- Moduli, pulsanti chiama e WhatsApp provati davvero, con un messaggio di prova.
- Velocità sul telefono, fuori dal Wi-Fi.
Le prime settimane
Qualche oscillazione nelle posizioni è normale mentre Google rilegge il sito. Nelle prime settimane controlla in Search Console le pagine non trovate (errori 404) e aggiungi i reindirizzamenti che mancano. Aggiorna l'indirizzo dove compare: scheda Google, Instagram, Facebook, portali.
Gli errori che costano di più
- Buttare via testi utili perché «il sito nuovo deve essere minimal».
- Cambiare tutti gli indirizzi senza reindirizzamenti.
- Immagini enormi che rallentano tutto.
- Rifare il sito e cambiare nome all'attività nello stesso giorno, senza motivo.
Rifare un sito è come trasferire un negozio: i clienti ti ritrovano solo se lasci il cartello con il nuovo indirizzo.
Quando rifacciamo un sito esistente facciamo noi l'inventario, i reindirizzamenti e i controlli. Se vuoi un parere sul tuo, mandaci l'indirizzo: gli diamo un'occhiata prima di risponderti.
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