Sito per B&B e case vacanza: più prenotazioni dirette
I portali portano ospiti nuovi, ma su ogni notte trattengono una commissione. Il sito serve a far prenotare direttamente chi ti ha già scelto: chi torna, chi arriva col passaparola, chi ti trova su Google.
Di Cristian Lazzarini e Ismail Xhakerri · aggiornata il 5 ottobre 2026
Quanto pesano le commissioni
I portali fanno un lavoro vero: ti mettono davanti a persone che altrimenti non ti avrebbero mai trovato. Ma su ogni prenotazione trattengono una parte. Su Booking.com la commissione media è intorno al 15%, e a seconda della zona e dei servizi scelti può salire. Airbnb, a seconda del tipo di tariffa, trattiene all'host circa il 3% quando la commissione è divisa con l'ospite, oppure il 15,5% quando è tutta a carico dell'host.
| Esempio | Al mese | All'anno |
|---|---|---|
| 30 notti a 90 € tramite portale, commissione 15% | 405 € di commissioni | circa 4.900 € |
| Se una notte su cinque diventa diretta | circa 80 € risparmiati | circa 970 € |
L'obiettivo realistico non è lasciare i portali, ma spostare sul sito chi ti ha già scelto: chi torna, chi arriva col passaparola, chi ti cerca per nome su Google dopo averti visto altrove.
Puoi fare prezzi migliori sul tuo sito?
In Italia sì. Dal 2017 la legge sulla concorrenza (legge 124/2017) rende nulli i patti che impediscono alle strutture ricettive di offrire sul proprio sito prezzi o condizioni migliori di quelli dei portali. Un piccolo vantaggio per chi prenota diretto, come la colazione inclusa o il check-out più tardi, è il modo più semplice per far preferire il sito.
Cosa deve avere il sito di un B&B
- Foto vere di ogni camera: letto, bagno, finestra, vista. Chi prenota vuole sapere esattamente cosa troverà.
- Prezzi indicativi o un calcolo del soggiorno, anche solo «da 85 € a notte».
- Richiesta di disponibilità semplice: date, persone, un contatto. Se usi già un gestionale con il motore di prenotazione, il sito lo collega.
- Come arrivare, parcheggio, orari di check-in e check-out.
- Le regole della casa scritte chiare: animali, bambini, cancellazione.
- I dintorni: cosa vedere, dove mangiare. Aiuta chi decide e aiuta Google a capire dove sei.
- L'inglese, se lavori con ospiti stranieri, e un contatto WhatsApp.
Due esempi da aprire dal telefono: la demo di Hotel Marea e quella dell'agriturismo Cascina Gelso, con la stima del soggiorno.
Gli obblighi da non dimenticare
Il CIN. Le strutture ricettive e gli affitti brevi devono avere il Codice Identificativo Nazionale, esporlo all'esterno della struttura e indicarlo in ogni annuncio, ovunque pubblicato: quindi anche sul tuo sito. Le sanzioni per chi non lo mette in evidenza vanno da 500 a 5.000 euro.
Privacy. Se il sito raccoglie richieste con nome, email e telefono, serve un'informativa privacy chiara. Se usa strumenti di tracciamento, serve anche il banner dei cookie: lo spieghiamo nella guida su cookie e privacy.
Come portare le prenotazioni sul sito
- Un biglietto in camera con un QR al sito: «La prossima volta prenota qui, ti aspetta la colazione offerta».
- La scheda Google collegata al sito, con foto aggiornate e risposte alle recensioni.
- Lo stesso nome ovunque, così chi ti vede su un portale e ti cerca su Google trova te.
- Un messaggio agli ospiti passati che hanno dato il consenso a essere ricontattati.
Il portale ti fa conoscere la prima volta. Il sito fa in modo che la seconda volta prenotino da te.
Cosa mettiamo dentro il sito di una struttura è spiegato nella pagina dei siti per hotel e B&B e in quella dei siti per agriturismi.
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